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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

L'età sabauda

(testo tratto dal libro di Antonello Pipere ''Siniscola - itinerari storici e naturalistici'' edito nel 2010)

L'età sabauda

La Sardegna rimase in mano alla monarchia spagnola fino al 1713 quando - dopo un intermezzo austriaco e un tentativo di riaffermazione del regime spagnolo - passò definitivamente alla Casa Savoia nel 1720. Siniscola, nel corso del XVIII secolo, recepisce quel fenomeno di rinnovamento politico iniziato in altre parti dell'isola. Infatti, proprio in epoca sabauda lo sforzo più imponente sotto il profilo sociale si manifesta nella ricostruzione della parrocchiale di San Giovanni. Le fonti ricordano un notevole intervento di ricostruzione effettuata nel 1750 con il consenso dei cittadini siniscolesi più abbienti e facoltosi. L'innalzamento della chiesa con la cupola con l'alta navata centrale contrassegnerà quella conformazione definitiva del centro storico,cui si aggiungerà nel corso dell'Ottocento il campanile costruito da maestranze piemontesi. Nell'ambito delle riforme introdotte dai Savoia si annoverano i nuovi consigli cittadini e la fine dei privilegi feudali di cui avevano goduto il clero e i feudatari. Sarà l'abate V. Angius, nei primi decenni dell'Ottocento, a consegnarci una descrizione dettagliata della Siniscola ottocentesca, con una preziosa enumerazione di dati statistici che spaziano dall'economia, al carattere morale, agli aspetti religiosi e tradizionali. Affiora, in modo sorprendente, la varietà economica, una generale - e forse apparente - floridezza, una comunità socialmente diversificata, un centro in continua crescita, con una fisionomia ben distinta per il numero delle chiese, le usanze, la foggia dei costumi maschili e femminili, le consuetudini e le tipicità e le produzioni del mondo agricolo e pastorale. Siniscola nel 1846 possiede 2.521 abitanti, un gran numero di capi ovini, caprini e bovini; un gran numero di artigiani per circa 400 telai e commercianti. Nella prima metà dell'Ottocento è ancora attivo il porto di Santa Lucia. Alla fine di questo secolo, secondo lo Spano, il commercio si svolge nel porto de La Caletta. La cui ''spiaggia sembra una villa nascente''. Proprio in questi anni una società invita a costruire dei fabbricati in questa località chiamata Pretas Nieddas, nei pressi dell'attuale torre di San Giovanni, prefigurando con poche abitazioni quello sviluppo turistico che si manifesterà decisamente dopo la seconda guerra mondiale.
Nel resoconto dell'Angius su Siniscola, si intravede in ''nuce'' quella complessità di inclinazioni economiche che ancora oggi caratterizza Siniscola: un fondo pastorale, agricolo, artigianale, l'attitudine ai rapporti sociali degli abitanti inclini ai contatti con la costa e alle relazioni economiche con le zone interne. Un quadro composito e eterogeneo che per molti aspetti nasconde le tensioni sociali che invece emergono vistosamente in altri documenti storici dell'epoca e che saranno all'origine di quelle tensioni più acute che si manifesteranno nei primi anni del Novecento.

L'età sabauda

bellissimo scorcio di S. Lucia

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