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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Le Chiese

Lo spirito religioso della cultura sarda è testimoniato dagli edifici di culto sparsi un po' in tutto il territorio. Dagli agglomerati intenni, alle campagne, alle falde del Monte Albo, una interessante impronta architettonica sacra, spesso di notevole pregio, ricorda l'intensa spiritualità del Popolo Sardo.

Le Chiese

Chiesa di S. Lucia

(testo tratto dal libro di Antonello Pipere ''Siniscola - itinerari storici-naturalistici'' edito nel 2010 - Foto di Pasquale Ricciardi

A poca distanza dalla piazza del mercato la chiesa di N. Signora del Rosario. La chiesa è attualmente la sede di una confraternita riconosciuta con regolare licenza papale nel 1651. L'edificio, situato all'interno di un ampio sagrato, presenta una facciata semplice, con l'ingresso sormontato da un campanile a vela e da una finestra circolare in alto. L'interno presenta una navata unica con volta a botte e la zona del presbiterio rialzata rispetto al piano della navata. La volta è dipinta con pitture murali con storie della Vergine, mentre nelle lunetta della controfacciata figura l'immagine di S. Domenico, santo tutore spirituale di tutte le confraternite intitolate alla Madonna del Rosario. Nella parete destra del presbiterio è raffigurato l'episodio biblico di Giuditta e Oloferne; sul lato sinistro una scena culminante della Battaglia di Lepanto. In entrambi i casi si tratta di una pittura parietale di modesta fattura artistica probabilmente eseguita agli inizi del Novecento. Assume una certa importanza storica la rappresentazione della battaglia di Lepanto per il carattere didascalico e rievocativo di un momento significativo per la storia di Siniscola e di quella europea del Cinquecento: la storica battaglia di Lepanto vinta il 7 ottobre del 1571 dalle flotte cristiane contro i Turchi nelle acque del Mare Adriatico, la prima domenica di ottobre, ''nel giorno in cui - come racconta una cronaca del tempo - le confraternite del Rosario facevano le loro processioni''. Per questo il papa Pio V attribuì la vittoria all'intercessione della Vergine e ordinò che nello stesso giorno di ogni anno si celebrasse la festa. Di un certo interesse artistico e documentario sono anche le statue lignee, in particolare la statua della Vergine del Rosario (metà del XVII secolo), scolpita a tutto tondo e adornata dalla locale confraternita con paramenti e panneggi ricamati. Nelle pareti laterali si trovano il Cristo della deposizione, o ''iscravamentu'' (del XX secolo) e sulla parete destra la statua di N. Signora della Pietà (XVII secolo. Nel presbiterio si trova la statua di Santa Lucia,di Santa Margherita, dell'Angelo Custode e di S. Pasquale Baylon. Di rilievo sono anche gli ex voto contenuti nella sacrestia e analogamente il patrimonio culturale di tradizioni e di riti religiosi orali e scritti tramandati con scrupolo e devozione religiosa dalla confraternita dell'oratorio.
La chiesa dedicata alla Vergine del Rosario è il risultato di numerosi interventi architettonici avvenuti a partire dal Seicento e continuati più decisamente nella seconda metà del Settecento (1768-1803). In origine il luogo era occupato dalla chiesa parrocchiale di S. Anastasia, dove esisteva una cappella nella quale prese crescente vigore il culto per la Vergine del Rosario. Ma trovandosi l'edificio ''fuori dalle mura'' cinquecentesche ''de la villa di Fhiniscole'', si decise di trasferire la sede della parrocchia nella chiesa di S. Giovanni, più sicura e difendibile rispetto alle incursioni saracene, e sicuramente più spaziosa e capiente per una popolazione in costante crescita. San Giovani Battista, nel 1623, con una regolare autorizzazione, divenne Patrono dell'edificio di cui oggi è titolare e la chiesa a lui dedicata divenne sede parrocchiale. Da questo momento dovette continuare sensibilmente la devozione per S. Anastasia e contemporaneamente per la Vergine del Rosario. Rimane di difficile soluzione - in assenza di precise fonti d'archivio - capire quanto sia rimasto nell'attuale chiesa dell'antico edificio dedicato a S. Anastasia. Forse parzialmente inglobato in quello attuale o forse reimpiegato come materiale di spoglio nella ricostruzione ex novo. L'assetto odierno è per gran parte risalente alla fine del Settecento (1768-1803). Le manomissioni continue, come la rimozione del pavimento in ardesia, delle balaustre marmoree e gli interventi nella facciata (di gusto tardo barocco fino agli anni cinquanta) hanno portato all'assetto attuale. All'esterno è evidente un ampio spazio nel quale era situato un antico cimitero annesso alla chiesa di S. Anastasia, che nel tempo cadde in condizioni di incivile degrado, secondo quanto racconta un documento del 1777. Nuove disposizioni igieniche emanate in epoca napoleonica portarono anche qui, come altrove in Europa nella prima metà del XIX secolo, alla decisione di un trasferimento dell'area cimiteriale in luoghi più distanti e salubri fuori dal centro abitato.

Le Chiese

Siniscola – Chiesa del Rosario –

Proseguendo verso la via Sassari, a poca distanza da piazza Martiri di via Fani, si trova la Chiesa Parrocchiale dedicata a S. Giovanni Battista. L'edificio presenta all'esterno un elegante campanile ottocentesco e alla base la lapide marmorea con l'elenco dei caduti in guerra durante il primo conflitto mondiale. Il campanile, scandito da cornicioni, termina con una cupola, e fu edificato nel 1840 da maestranze piemontesi. La facciata della chiesa,è tripartita classicamente da cornicioni aggettanti, ed è sormontata da un timpano. L'interno,entrando dal portone centrale della facciata, presenta tre navate, ciascuna con cappelle laterali, e un'ampia cupola all'incrocio dei transetti e la zona del presbiterio rialzata. L'edificio è sempre stato nel corso dei secoli una grande fabbrica, specialmente da quando, nel 1746, i cittadini di Siniscola sono riuniti a ''Combenio para la fundacion de l'iglesia de San Juan Bauptista''. Inizia da questo momento una grande opera di riedificazione in sostituzione di un precedente edificio databile (secondo i documenti d'archivio già pubblicati) precedentemente al 1496. E' certo che questa opera di edificazione si pone in un contesto storico diverso. Siniscola, come nel resto dell'isola, era passata pochi decenni prima (1713-1720) dal dominio spagnolo a quello austriaco e infine a quello sabaudo. Il riconoscimento del titolo di parrocchia in alternativa alla chiesa di S. Anastasia e il conseguente ''passaggio di consegne'' tra santi titolari,nel 1623, dovette indurre più decisamente le autorità religiose e civili dell'epoca alla ''demolizione e riedificazione della predetta chiesa di San Giovanni'', alla creazione di un edificio più grande e capiente, che tenesse conto della crescita demografica e di una ''maggiore cura delle anime''. Non sappiamo quanto sia rimasto del precedente edificio che fu sicuramente oggetto di spoglio e di probabile reimpiego di materiali lapidei. Non è facile, allo stato attuale, capire quale sia la mente ordinatrice che ha predisposto la progettazione dell'edificio e la sua provenienza culturale. Non sono riscontrabili elementi di comparazione nell'area della Baronia con edifici religiosi paragonabili per ampiezza e caratteri architettonici con la Chiesa di S. Giovanni. La Cattedrale di Nuoro che presenta aspetti neoclassici è successiva alla chiesa siniscolese.

In allegato una foto che ritrae uno scorcio della cupola principale.

La meticolosità delle indicazioni:
''La chiesa deve avere in lunghezza uno spazio di 120 palmi(…) ''avrà una croce perfetta, cioè l'altare maggiore con il presbiterio, i gradini e le sue cappelle, una a destra e una a sinistra, tanto grandi quanto lo permette il terreno, con la cupola a regola d'arte …………,''

fornite presumibilmente dal Rettore Ventura al momento del contratto di inizio dei lavori, induce a pensare credibilmente che la progettazione possa essere pervenuta attraverso i canali religiosi attivati dalla sede dell'Arcidiocesi di Cagliari, e che dunque la parrocchiale di San Giovanni sia da inserire, sotto il profilo architettonico, in quell'opera di rinnovamento dei gusti tendente a un maggiore razionalismo classicistico, relativo al nuovo clima artistico promosso nella città con l'arrivo dei piemontesi. Per queste ragioni riteniamo che la chiesa doveva essere gradita allo Spano negli Emendamenti al Viaggio in Sardegna del Lamarmora:
''La Chiesa parrocchiale, dopo le riforme che vi ha introdotto il Rett. Salv. Carboni, oggi Canonico Teologo nella Cattedrale di Nuoro, è una delle più belle. Può dirsi cogli archi delle cappelle di esser composta di tre navate.''

Non bisogna dimenticare che l'edificazione della chiesa ha assorbito le ingenti risorse economiche di una comunità povera e vessata da secoli di pestilenze e di carestia. In un'impresa per i tempi ambiziosa, ma per molti versi lungimirante che ha portato alla creazione di una delle più grandiose chiese dell'antica diocesi di Galtellì: ''la meyor de esta mitra'', come era stata definita nel 1777 in un testo in lingua spagnola scritto dal curato Pilurcy in risposta a un questionario proposto dall'arcidiocesi di Cagliari. Successivamente alla riedificazione la chiesa divenne luogo di ulteriori interventi dettati dall'esigenza di un adeguamento alle necessità religiose della comunità e da una progressiva crescita demografica che ha richiesto la modifica degli spazi, talvolta sacrificando le ragioni estetiche a quelle funzionali alle pratiche liturgiche. I rimaneggiamenti avvenuti anche in epoche più recenti hanno condotto alle trasformazioni più incisive effettuate tra il 1950 e il 1980 con l'eliminazione di alcuni altari, la muratura delle nicchie nelle navate laterali e l'adeguamento del presbiterio con la rimozione dell'altare centrale,delle balaustre marmoree, del coro ligneo,del pavimento originario in ardesia e la rimozione del pulpito nella navata centrale. Nelle volte si segnalano i dipinti murali con le storie tratte dall'Antico e Nuovo Testamento dipinte da Spirito Lari nel 1915. In particolare le storie del Battista, il medaglione con San Michele, nei pennacchi della cupola le raffigurazioni degli evangelisti nella volta centrale. Nelle pareti laterali, procedendo dalla navata destra sono osservabili le statue lignee policrome per gran parte risalenti al XVII e al XVIII secolo. In particolare, nella navata destra, la SS. Trinità, il San Francesco, la Sant' Anna. Nel transetto destro il San Sebastiano (datato al 1678) e la Madonna degli Angeli (metà del XVII secolo) e un Santo Stefano (dei primi del XVIII secolo), proveniente dalla chiesa omonima (abbattuta) di cui era titolare. Nel transetto sinistro è osservabile la statua di S. Caterina d'Alessandria, il SS. Crocifisso di gusto tardo barocco con le tre Marie e di Nostra Signora d'Itria, quest'ultima proveniente da un'antica chiesa abbattuta dopo alterne vicende.
La chiesa di San Giovanni è ancora oggi, come in passato, il luogo fisico centrale della spiritualità cristiana di Siniscola, notevole espressione storica, nella sua concretezza artistica e architettonica e punto di confluenza per numerose esperienze esistenziali. Annessa alla chiesa di San Giovanni è la Casa Parrocchiale alla quale fanno capo le numerose associazioni assistenziali: Casa di Riposo, Caritas, ADI, Centro Parrocchiale Giovanile, gruppo Scout e Azione Cattolica.

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Siniscola Via Sassari – Chiesa San Giovanni Battista

Nella centrale Via Sassari si trova la chiesa di Nostra Signora delle Grazie. Con la facciata sull'omonima piazzetta. Secondo le fonti d'archivio la chiesa fu edificata tra il 1640 e il 1670 e fu restaurata anche nel corso del Settecento. La facciata con timpano classicheggiante reca una scritta sulla fondazione e il rinnovamento. L'esterno è costituito dai contrafforti laterali sulla facciata con l'ingresso centrale verso la piazzetta. Sul lato destro verso la via Sassari si trova l'ingresso laterale e il campanile a vela. Nella parte posteriore si individua la zona circolare relativa alla sacrestia cui è affiancata una fontanella situata ai piedi di un pioppo piantato nei primi anni cinquanta del secolo scorso e censito attualmente tra gli ''alberi monumentali della Sardegna''. L'interno, con navata unica voltata a botte, termina con un presbiterio rialzato con volta a crociera separato dalla navata da due balaustre marmoree. Di un certo interesse è l'altare sormontato da un timpano spezzato sorretto da quattro colonne di cui due tortili. Al centro si trova il simulacro della Vergine del Rosario, risalente alla metà del XVII secolo,con il volto solenne e le mani in avanti, costruita secondo modelli di origine iberica nel Seicento con il traliccio ligneo interno e le parti scolpite delle mani e del viso,ornata di vesti e paramenti decorati con motivi floreali secondo l'espressione e la sensibilità popolare. Le pareti e la volta sono dipinte con storie della Vergine all'interno di ampi riquadri e cornicioni decorativi dal prof. Spirito Lari nel 1915.
Anche qui si possono osservare le statue lignee policrome situate nelle pareti laterali, databili tra la fine del Seicento e la metà del Settecento. In particolare le statue di S. Priamo, la Beata Vergine della Neve, di S. Antioco e di S. Lussorio. Nella cappella laterale si trova le statuina lignea della Vergine delle Grazie, di piccole dimensioni considerabile come il simulacro più arcaico rispetto all'immagine processionale situata nell'altare.
Nella parete sinistra si trova la statua di Sant'Isidoro. Il santo, patrono di Madrid, secondo il racconto agiografico era di umili origini contadine; infatti è raffigurato in vesti semplici con i buoi e l'angelo. La memoria locale ricorda fino agli anni cinquanta, di una sontuosa processione in onore di S. Isidoro con carri trainati dai buoi e ornati di fiori e di fieno con grande partecipazione popolare il giorno del 15 maggio. La chiesa è attualmente sede di una grande venerazione per la Vergine delle Grazie documentata dalle fonti a partire dal 1640 e che ogni anno si celebra nei giorni precedenti e successivi alla seconda domenica di Ottobre con profusione di manifestazioni religiose e civili.

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Siniscola Via Sassari – Chiesa Le Grazie –

Dalla Via Sassari si procede verso la chiesa di Sant'Antonio da Padova percorrendo per un breve tratto la via S. Antonio. Si giunge a un grande piazzale dove si trovano i locali della chiesa e della scuola per l'infanzia fino a pochi anni fa amministrati da suore mercedarie. La chiesa è di mediocre rilievo architettonico. Era sede di un antico oratorio dedicato a S. Antonio da Padova di cui rimane il simulacro risalente ai primi del Seicento. L'edificio originario risale al 1646. Ma gli interventi effettuati nel corso degli anni hanno sfigurato il primitivo impianto.

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Siniscola – Chiesa Sant’Antonio –

Dalla chiesa di S. Antonio si ritorna verso la via Sassari per raggiungere la chiesa dedicata alla Beata Vergine del Carmelo. (Vedi foto in allegato).

Si tratta di un edificio semplice nell'impianto architettonico, ma per gran parte corrispondente all'assetto originario, risalente al 1724.
All'esterno si nota la facciata sormontata da un timpano classicheggiante e delimitata da cornicioni e sul lato destro l'ingresso secondario e un campanile a vela in alto.
Anche l'interno dell'edificio riflette schemi sperimentati in altre chiese. Una pianta a navata unica, con volta - in origine a capriate lignee - e il presbiterio elevato rispetto al piano di calpestio dei fedeli. Tra le opere figura una statua moderna (XX secolo) della Santa titolare dell'edificio, un S. Luigi Gonzaga della metà del XVIII secolo e la statua moderna di S. Rita.

Da Siniscola, percorrendo la vecchia SS. 125, in direzione Nuoro si osserva sulla destra la chiesa di S. Efisio. Si tratta di un moderno edificio ad aula unica costruito nel 1968. In sostituzione di un' antica chiesa edificata nel 1707 (come attesta un documento arcivescovile dell'epoca),in ''onore di questo beato Santo in territorio di Siniscola nel luogo comunemente chiamato Sa Palma, distante dal paese circa un miglio''; in ''una località molto adatta di passaggio per lavoratori e pastori'', che possono fermarsi a pregare e a raccomandarsi a Dio prima di accudire ai loro lavori.(…)''. All'interno della chiesa si trovano le statue di S. Efisio, di S. Vincenzo e di Nostra Sig.ra della Defensa. La festa in onore del martire sardo avviene nella metà di ottobre successivamente ai festeggiamenti per la V. ne delle Grazie, diversamente dai festeggiamenti del primo maggio che con maggiore fasto avvengono a Cagliari.

Vedi foto in allegato.

Proseguendo lungo la statale si costeggia il caseificio ''L'armentizia'' e si raggiunge infine la Chiesa di San Giuseppe. E'un edificio religioso costruito nel 1730. Attualmente vi opera un locale comitato di artigiani devoti del Santo e che si occupano dei festeggiamenti in occasione del 19 marzo. L'interno è di gusto semplice a navata unica con volta lignea. Si trovano le statue di san Giuseppe, san Gavino e la Vergine degli Angeli (XVII secolo). La chiesa si trova in prossimità della sorgente carsica di Fruncu ‘e Oche che alimenta le condotte idriche degli abitati costieri. Da qui, procedendo verso Nuoro, si percorre nuovamente la SS. 125. Sulla destra si può osservare la fabbrica della CENU, il cementificio locale di proprietà della Buzzi, impiantato negli anni settanta alle pendici del Monte Albo per l'estrazione e la trasformazione del pietrame calcareo.

Vedi foto in allegato.

La chiesa di San Giacomo Apostolo situata sula sommità di una collina scistosa, dalla quale si può osservare in più direzioni la diversità del paesaggio pianeggiante sul lato sud fino ai costoni granitici del Monte Senes; sul lato nord gli impervi e maestosi calcari del Monte Albo e la vallata solcata dal Rio Locoli. La chiesa campestre fu edificata nel 1870 (…). In quest'occasione fu restaurato il simulacro ligneo. Una cronaca dell'epoca racconta che la chiesa fu edificata con i resti di un nuraghe. Nel sagrato è notevole un olivastro di grandi proporzioni. L'edificio religioso è di modeste dimensioni con semplice facciata a capanna sormontata da campanile a vela. Le strutture adiacenti sono state edificate recentemente con funzione di ristoro per la festività di San Giacomo che si celebra il 1 maggio di ogni anno. L'interno, a navata unica e volta lignea, presenta un ambiente semplice di gusto popolare, con altare centrale e nicchie contenenti le statue lignee policrome di san Giacomo in due versioni e di san Marco e di san Rocco.

Vedi foto in allegato.

A La Caletta si trova inoltre la chiesa della Madonna di Fatima. L'edificio, di modesta architettura, con pianta ad aula unica, fu costruito dai fedeli provenienti da Siniscola nel 1954. Negli anni sono stati effettuati diversi interventi di restauro e di ampliamento della navata. La festività si svolge il 13 del mese di maggio con tre giorni di festeggiamenti civili e religiosi, con una solenne processione sul mare verso santa Lucia, per chiudere con i tradizionali fuochi d'artificio.

In allegato una foto della chiesa Ns. Sig.ra di Fatima.

Chiesa di S. Elena. Si trova su una evidente collina a due chilometri dalla strada provinciale, dopo avere percorso la strada comunale all'interno della zona agricola ex Etfas. La chiesa si trova al centro dei vigneti coltivati dai soci della cooperativa Sant'Elena. L'edificio fu costruito tra il 1777 e il 1803 in sostituzione di uno più antico dedicato a S. Sisto. La chiesa fu al centro dell'attenzione della famiglia Puxeddu e luogo di sepoltura come ricordano le lapidi marmoree del sagrato. Nel 1910 fu riedificata a spese del Cav. Giovanni Puxeddu. La facciata della chiesa,orientata verso il centro di Siniscola, si presenta in forme classicheggianti, con frontone e cornicioni sporgenti e finte colonne con due campanili a edicola ai lati. Su un lato si trovano il loggiato rustico e le abitazioni per la servitù. Di un certo rilievo architettonico è il loggiato esterno della chiesa con archi a tutto sesto di gusto popolare. L'interno presenta uno schema semplice e a navata unica con volta a botte, l'abside con altare e coro ligneo. Sono osservabili le immagini lignee di Sant'Elena in due versioni: al centro la moderna statua dei primi del Novecento e a sinistra la statua policroma di Sant'Elena della prima metà del XVIII secolo. Il sito di Sant'Elena presenta una notevole valenza paesaggistica. Al centro di una vasta area agricola solcata dal Rio Siniscola. Si possono osservare le zone coltivate, le colline che digradano verso il mare di Santa Lucia, la collina di Cuccuru e Janas e sullo sfondo le aree pianeggianti e verso ovest il centro abitato e sullo sfondo l'azzurra mole del Monte Albo.

V. foto in allegato.

La chiesa di San Pietro è situata su una collina ai limiti della strada sterrata. Il paesaggio circostante è costituito da vallate dominate da pascoli delimitati da muri a secco e punteggiati di macchia e di cupi olivastri isolati. Dalla chiesa si possono osservare i gradevoli pendii della zona declinanti verso il Mare Tirreno sopra le montagne di granito rosa di Berchida e di Capo Comino. La chiesa è stata riedificata a partire dal 1984 sulle basi di un preesistente edificio ad aula rettangolare, risalente alla prima metà del Seicento, di cui si conservava la muratura esterna e gran parte della facciata. La chiesa di San Pietro presenta i tratti tipici delle chiese rurali. Con prospetto a capanna e campanile a vela. L'interno, coperto con volta lignea, è uno spazio unico scandito da due archi a tutto sesto e con un' abside leggermente rialzata. Nell'altare si trova l'immagine lignea di San Pietro e la Vergine della Misericordia in legno policromo risalenti al XVII secolo. Di fattura più recente sono le pitture murali e gli arredi sacri. La chiesa di San Pietro di ''sedduri'', o de ''sa serra'', come la ricordano le fonti d'archivio, risale al 1602. Probabilmente edificata in una zona già insediata in epoca medievale ''circondata da vestigia di popolato'' e poi riedificata nel 1802. A monte della chiesa si trova la sorgente di ''untana ‘e idda'', a ricordare l'esistenza di un antico insediamento demico. Oggi la chiesa di san Pietro si presenta come una vera e propria oasi di verde e santuario dedicato a san Pietro Papa, con edifici annessi e loggiato. Il 29 giugno è la ricorrenza della festività che avviene nelle forme autentiche della tradizione paesana,con i ritmi e i colori tipici delle ricorrenze locali, con il rito della processione, dell'ospitalità e del ristoro comunitario a base di carne offerto dai pastori di Siniscola.
Da San Pietro il percorso continua verso la vallata lungo la carrareccia in una strada più accidentata a causa dell'asprezza del territorio. Da qui si raggiunge, dopo circa tre chilometri, la chiesa di San Giacomo (Santu Iacu ‘Ezzu''), all'interno di una fitta boscaglia di corbezzoli. L'edifico si trova in una vallata a forma di anfiteatro. Si tratta di una chiesa dedicata a San Giacomo Apostolo il Maggiore. Cadde in rovina nel corso dell'Ottocento probabilmente a causa della notevole distanza da Siniscola. Nella seconda metà del Settecento è ricordata come interdetta (1777). Al suo interno si conservava la statua di san Cristoforo e l'immagine lignea di san Giacomo oggi visibile nell'altra chiesa di S. Giacomo nella regione Locoli. Delle antiche vestigia rimangono due navate di cui una in forme più arcaiche per la muratura e l'abside con finestrella strombata. La navata sinistra presenta una muratura in scisto locale e zeppature in tegolame. Nella parte anteriore rimane una parte della facciata in origine a capanna con un campanile laterale un loggiato anteriore di cui rimangono i fori nelle pareti. L'area è di estremo interesse anche sotto il profilo archeologico. La chiesa di S. Giacomo era con molta probabilità il centro religioso di un notevole insediamento medievale, di cui affiorano le rovine nei pendii a monte della chiesa, poi abbandonato a causa delle epidemie e delle guerre aragonesi.
Vedi la foto di San Pietro in allegato.

documenti allegati
Nome documento Formato Peso
Siniscola – Chiesa San Giovanni Battista (particolare della cupola) Formato JPG 32 Kb
Scultura lignea di sant’Antonio Abate Formato JPG 20 Kb
Siniscola - Chiesa del Carmelo – Formato JPG 26 Kb
Siniscola – Chiesa di Sant’Efisio – Formato JPG 33 Kb
Siniscola – Chiesa di San Giuseppe – Formato JPG 20 Kb
Siniscola – Chiesa di San Giacomo – Formato JPG 20 Kb
La Caletta – Chiesa della Madonna di Fatima Formato JPG 21 Kb
Siniscola - Chiesa di Sant’Elena – Formato FNC 475 Kb
Chiesa di San Pietro Formato JPG 29 Kb
Siniscola località San Simplicio – Chiesa Formato JPG 19 Kb

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