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Sezione Lavoro, Ambiente, Storia, Cultura e Turismo

SEZIONE LAVORO, AMBIENTE, STORIA, CULTURA E TURISMO

La Storia

Il territorio è stato frequentato in epoche successive a quella nuragica. Sono state censite diverse aree di frammenti archeologiche appartenenti all'epoca romana e alto medievale. Le ricerche archeologiche hanno dato alla luce reperti di quest'epoca, nell'attuale centro abitato, nell'area di San Giuseppe, di Sant'Elena, di Luthuthai, di Santa Lucia. In questa località costiera alcuni studiosi hanno ipotizzato l'ubicazione di Portus Lugudonis, centro di epoca romana, probabile punto di sosta di una strada litoranea che nella costa orientale collegava l'antica Cagliari a Olbia.

In epoche successive, probabilmente in periodo alto medievale, si sarebbe formato il centro attuale di Siniscola, ubicato ai piedi del Monte Albo a sei chilometri dal mare, in prossimità del Rio Siniscola. A questo periodo risale con molta probabilità la formazione del toponimo Siniscola, che avrebbe origine dalla posizione di confine assunta dal centro nell'ambito del Giudicato di Gallura e della curatoria di Posada, di cui faceva parte insieme ai Comuni di Torpè e Lodè.

Anche l'attuale struttura storica del centro, con una strada principale che si dirama attraverso le principali chiese del Paese, appare di origine medievale, con una viabilità affusolata e contorta determinata da esigenze insediative, più che da un razionale sviluppo urbanistico.

Nella prima metà del Cinquecento, per fronteggiare le devastanti incursioni dei saraceni, Siniscola si dotò di mura di cinta, che ricalcavano l'attuale conformazione a triangolo del centro storico, ai limiti delle tre strade principali di Via Sassari, Via Roma, Via Gramsci. In epoca aragonese sono state edificate le torri costiere di San Giovanni e di Santa Lucia.

Siniscola ha fatto parte del Giudicato di Gallura, insieme a molti altri centri della costa orientale, e nel Basso Medio Evo è stata dominata dai Pisani, è passata infine per la dominazione aragonese e nella prima metà del Settecento a quella piemontese dei Re di Savoia, con la quale entrerà nelle vicende dell'Unità d'Italia insieme alla Sardegna e al resto della penisola.

Le descrizioni storiche dell'Ottocento (Angius) raccontano di un centro in crescita demografica e con un certo sviluppo economico basato sostanzialmente sull'attività agricola, sull'artigianato e sull'allevamento. Altre fonti storiche mettono in evidenza una considerevole apertura ai traffici commerciali, già avviati in epoche più remote verso le regioni della terraferma, come il Lazio, la Toscana, la Campania, la Liguria.

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