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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Siti Archelogici e storia

(Testo tratto dal libro di Antonello Pipere ''Siniscola-itinerari storici e naturalistici''- foto di Pasquale Ricciardi

I pochi scavi archeologici effettuati scientificamente nel territorio di Siniscola non permettono di evidenziare con accuratezza i resti delle civiltà che si sono succedute. Le ricerche effettuate sono per gran parte costituite da rilevamenti sul campo, da ricognizioni e da ritrovamenti occasionali. L'''opera di un'indiscriminata pertinacia distruttiva'' dei monumenti compiuta in passato e il trafugamento clandestino di reperti utilissimi per la conoscenza, ha cancellato molte attestazioni archeologiche. Le prime documentate testimonianze di vita nel territorio di Siniscola risalgono al Neolitico. Sono infatti visitabili, a circa tre chilometri dal centro abitato, le domus de' Janas di Cuccuru 'e Janas (collina delle fate) nella strada provinciale tra Siniscola e La Caletta. Si tratta di una grotta ipogeica scavata nella roccia su una collina di scisto, dove sono state ricavate quattro camere funerarie disposte a raggiera e con ingresso orientato verso oriente. Anche qui la fantasia popolare, come in gran parte della Sardegna, aveva attribuito un'origine immaginaria alle domus, come luoghi irreali popolati di fate, o Janas:

Le domus de janas (case delle fate) sono le tombe prenuragiche scavate nella roccia. Prima che gli archeologi facessero luce sulla funzione di questi siti, si credeva fossero abitate da esseri minuscoli, come appunto le fate ed i folletti, perché gli scavi nella roccia erano di così difficile accesso che sembravano destinati a dimora di esseri fantastici. Le janas erano delle donnine piccine, dall'aspetto gradevole che potevano essere gentili o dispettose a seconda dei casi e delle persone oggetto delle loro attenzioni. Alcuni credevano che abitassero anche i nuraghi e i castelli diroccati. (''Le Baronie narrate'').

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Siniscola - domus de' Janas di Cuccuru 'e Janas -

Di epoca più recente, appartenenti all'età del bronzo (1900-1000 a.C.), sono i numerosi nuraghi censiti nel territorio di Siniscola. Molti di questi sono per gran parte distrutti dal tempo e dal saccheggio clandestino avvenuto in epoche diverse. Alcuni di questi, insieme alle Tombe di Giganti, evocano allo stesso modo la grandiosità della civiltà nuragica, anche con le rovine sparse e i brani di filari in molti casi ancora allineati delle murature esteriori, con macigni di varia dimensione che riflettono la naturale conformazione presente nelle aree di insediamento. I nuraghi censiti nel territorio di Siniscola nel 1933 da A. Taramelli e in seguito da G. Lilliu, sono stati classificati in base alle zone di ubicazione. Così si possono identificare i monumenti situati nell'area del Monte Albo: Nuraghe Sas Piperas, Concas, Sa Thurulia, Punta Ramasinu, Bona Vraule, Luthuthai insieme al notevole villaggio. I nuraghi situati in località pianeggianti su eminenze morfologiche come il Nuraghe Gorropis, Punta 'e Nurache, Paule e' Luca, Sa Gurutta, Sa Domo Bianca. Infine il nuraghe Abile, fino alla valle di Berchida: Conca Umosa e Paule ‘e Luca. Quest'ultimo, insieme a quello di Conca Umosa, appare tra i più suggestivi, per il fascino del sito e del contesto paesaggistico, in prossimità di un fiume arroccato su un aspro rilievo di granito. Il contesto geomorfologico di questo insediamento suggerisce il contatto dell'uomo nuragico con il mare e l'indispensabile utilizzo economico della risorsa fluviale e agricola della vallata di Berchida. Tra le tombe di giganti appartenenti a questa epoca si ricordano quelle di Sas Kolovranas nei pressi di San Giacomo, di Su Itichinzu e di Su Piccante nell'agro verso i confini con Orosei, Irgoli e Onifai. Queste ultime,seppure diverse tra loro per le dimensioni e la tipologia, sono state oggetto di scavi archeologici che le hanno parzialmente restituite alle condizioni originarie e hanno permesso di identificarne le particolarità architettoniche.
Alla civiltà nuragica, che ha lasciato resti vistosi, come in altre parti dell'isola, si attribuiscono per il territorio di Siniscola numerosi reperti in bronzo e in ceramica rinvenuti casualmente e oggi situati nei musei di Nuoro, di Sassari e di Cagliari. Si tratta di molle, di spade in bronzo e utensili, e resti ceramici talvolta in condizioni frammentarie, ma di rilevante interesse per la datazione e la documentazione degli insediamenti:

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Capo Comino - Su Piccante tomba di giganti -

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Siniscola loc. Berchida - Conca Umosa -

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Siniscola loc. Berchida - Nuraghe Paule e Luca -

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Siniscola Loc. Su Mattone - Nuraghe Gorropis -


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